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UN EVENTO DEL 2016 PER
PARLARE ANCHE
DI “FATIGUE”
di Maurizio Salvestrini responsabile Safety
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ra il 15 agosto del 2016 quando un A320 da Barcellona a Riga impiegò, al posto del Primo Ufficiale, un suo
omologo di compagnia che, fuori servizio, si trovava a bordo dell’aeromobile come passeggero.
EL’indagine, conclusa nel marzo del 2022, ha identificato nell’effetto combinato di stanchezza cronica e
stress la ragione per cui, di fronte ad un palese deterioramento progressivo delle condizioni cognitive, il Primo
Ufficiale fu costretto a cedere i comandi.
“Captain’s serious physical and mental exhaustion” (grave esaurimento fisico e mentale) per la precisione: questa
la causa riportata nel report finale stilato dal Ministry of Innovation and Technology – Transportation Safety
Bureau (MIT-TSB) della Lettonia.
Sebbene le modalità con cui l’evento si sia sviluppato siano piuttosto rare – non è affatto scontato trovarsi a
bordo, come passeggero, un pilota, per giunta di compagnia e abilitato sulla stessa macchina -, quello che invece
è via via meno sporadico è il fattore “fatigue”, sempre più prepotentemente al centro delle scene investigative
degli ultimi eventi aeronautici.
Per l’evento in questione, fu proprio il Primo Ufficiale protagonista dell’evento a riferire, durante la visita
specialistica post-incident, di “diversi eventi stressanti” nel periodo immediatamente precedente, su tutti “un
cambiamento negativo nella sua vita privata, diversi bird strike nei mesi precedenti e un volo con un radar meteorologico
malfunzionante durante una tempesta qualche settimana prima”.
Anche lo stesso giorno dell’evento, “il rischio di un arrivo in ritardo a Riga” e l’indisponibilità dell’aeroporto di
Vilnius come alternato, contribuirono ulteriormente a peggiorare le sue, già difficili, condizioni mentali.
Certo, quello che cerchiamo di circoscrivere con il termine “fatigue” è ampio e soggettivo: ci si può infatti riferire
sia ad una condizione mentale, quanto fisica.
Tuttavia, quello che lega indissolubilmente entrambe le fattispecie, è la netta percezione di “mancanza di energia”.
L’evento di Riga rientra esattamente in questo contesto: affaticamento mentale associato a deterioramento
cognitivo, scadimento delle prestazioni ed erosione dei margini di safety abitualmente applicati.
Una situazione che, trasversalmente, riguarda tanto i piloti che i controllori del traffico aereo: entrambi, quando
esposti a questi rischi, divengono essi stessi soggetti a rischio di scarsa concentrazione, facilità di distrazione, task
Mensile del Gruppo ENAV